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Il blended whisky
Il 95% del whisky di malto prodotto nelle 116 distillerie esistenti in
Scozia è destinato al blending, e soltanto la restante piccola parte
viene commercializzata come single malt whisky.
Molti definiscono il blending un'arte, e in effetti in questa
fase l'uomo assume il ruolo di protagonista, scegliendo i malti che devono
entrare a far parte della miscela e stabilendo per ciascuno di essi la giusta
quantità.
Un blended whisky non nasce tra l'incontro di un malto e di un distillato di
cereali, ma dal matrimonio di diversi single malt whisky
(da quindici fino a quaranta) con uno o più whisky di cereali.
La scelta dei malti, del loro numero e della loro dose sta tutta al fiuto del master
blender, il maestro addetto alla miscelazione.
Se nel blending la quantità di whisky di malto impiegata supera il 40%, il
distillato viene classificato come super premium; se invece tale dose si
aggira tra il 30% e il 40 %, il whisky è un premium. Il whisky
classificato come special, infine contiene una dose di malto che non
supera il 30%.
Ci sono poi dei whisky chiamati first and second category, venduti
normalmente nei supermercati, le cui percentuali di malto non superano
rispettivamente il 20% e il 10%.
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Da un'idea di Maurizio Spinelli. Copyright © 1998-2009 www.whisky.it. Per informazioni scrivere a: maurizio@whisky.it
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